Lo sguardo dei bambini: I bambini ci guardano (1943) di Vittorio De Sica

Sabato 28 novembre, alle ore 18,00, presso i locali della Biblioteca Comunale Paroniana in via San Pietro Martire 28, per il ciclo Lo sguardo dei bambini, proiezione de  I bambini ci guardano, un film del 1943 di Vittorio De Sica.

Da Wikipedia:
I-bambini-ci-guardanoPricò, bambino di sette anni, vive attraverso i suoi occhi innocenti i fatti che portano alla dolorosa dissoluzione della sua famiglia: la passione della madre per un altro uomo e le sue ripetute fughe da casa portano sempre più alla disperazione il padre Andrea che, esasperato dal secondo e definitivo allontanamento della donna, decide per l’epilogo più drammatico: il suicidio. Un dramma familiare scandito dalla perfida e inumana curiosità della gente comune che, immancabilmente e senza pudore, s’intromette in vicende tanto delicate con un mero cicaleccio malizioso.

Poco prima del tragico gesto, il padre porta il piccolo in un collegio; in seguito, appresa la notizia del suicidio del padre, Pricò si trova faccia a faccia con la madre e l’anziana governante, Agnese: il bambino saluta con un abbraccio solo quest’ultima, senza rivolgere alcun gesto d’affetto verso l’altra donna.

locandinaBiblioteca_Prico_20Novembre2015

Gruppo di lettura – Pricò di Cesare Giulio Viola

Il 13 novembre 2015, presso la biblioteca Comunale Paroniana, alle ore 17.00, il gruppo di lettura discuterà su Pricò di Cesare Giulio Viola ed. Mondadori

220px-I_bambini_ci_guardano_titoloPricò, il primo romanzo di Cesare Gulio Viola, del 1924, è la storia di un’infanzia ferita profondamente mentre si apre allo stupore e alla conoscenza della vita; è la storia di una sofferenza personale e quella del contraccolpo psicologico che il problema della crisi del sentimento familiare vissuto dai genitori  provoca nella vita di un bambino.

Cesare Gulio Viola (da Wikipedia)

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Figlio dell’archeologo Luigi Viola si laureò in giurisprudenza e combatté nella prima guerra mondiale. Si trasferì a Roma dove fu critico teatrale di vari giornali e dal 1926 al 1931 caporedattore della rivista Nuova Antologia. Si dedica alla scrittura e al teatro e compone oltre 30 commedie, che vengono rappresentate dalle più importanti compagnie teatrali dell’epoca. Negli anni trenta inizia a collaborare con il mondo del cinema scrivendo alcune sceneggiature. Ebbe un ruolo di spicco nel sindacato fascista autori e scrittori. Nel 1937 la censura fascista respinse la sua commedia Giappone. Negli anni quaranta collabora con Vittorio De Sica scrivendo nel 1943 la sceneggiatura e il soggetto de I bambini ci guardano tratto da uno dei suoi romanzi, Pricò, Mondadori Edizioni e nel 1946 scrive con De Sica e Zavattini la sceneggiatura e il soggetto di Sciuscià. Per quest’ultimo lavoro con Sergio Amidei, Adolfo Franci e Cesare Zavattini, concorrerà all’Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 1948. Il Viola ebbe una breve esperienza politica, si candidò ma non fu eletto nel 1952, nelle liste del Partito Liberale Italiano per il collegio di Taranto il suo slogan fu: Al Parlamento della Repubblica Cesare Giulio Viola il più tarantino dei candidati[1]. Nelle elezioni comunali di Pulsano ottenne un bel successo elettorale.

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