Premio Letterario Amarganta Seconda Edizione – Terna vincitrice

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Si è concluso lo scrutinio dei giurati che hanno stilato la classifica definendo i vincitori del Premio Letterario Amarganta Edizione II.
Un premio per pubblicazioni in digitale che sta crescendo come dimostra il numero delle opere iscritte (diverse decine) e la qualità dei testi in concorso.
La premiazione avverrà il 03 Dicembre 2016, dalle 16.00 alle 17.30 presso il Piccolo Teatro dei Condomini, via di Mezzo 184 durante una giornata speciale: l’Open Day Amarganta. I primi tre classificati saranno presenti assieme ad alcuni dei vincitori dei premi speciali.
Il premio è patrocinato dal Comune di Rieti.

Opere finaliste:
Codice sorgente – Eva Serena Pavan
Il fruscio dell’esenziale – Liviana Ceccarelli
La collina dei girasoli – Lorena Marcelli
Sangue alieno – Monica Serra
Solo la verità – Michele Navarra

Componenti della giuria Ed II (in ordine alfabetico):
Flavia Braconi, direttrice Biblioteca Comunale di Poggio Moiano
Paola Corradini, assistente del Sindaco di Rieti
Gianfranco Formichetti, già assessore alla Cultura
Gabriella Gianni, direttrice della Biblioteca Comunale Paroniana di Rieti
Simona Martellucci, giornalista dj
Elisa Masotti, direttrice della testata televisiva Sabinia TV
Rita Pasquetti, docente di lettere presso il Liceo Scientifico di Rieti Carlo Jucci
Maria Luisa Polidori, giornalista del Messaggero di Rieti
Sonia Rosatelli, giornalista e insegnante
Roberto Russi, professore associato di letteratura italiana presso l’Università di Banja Luka, BiH.

 

primoclassificato

Codice Sorgente – Eva Serena Pavan: Primo Classificato
Motivazione della giuria:
Un romanzo originale e veloce, una telecamera puntata sul protagonista, Fulvio, capace di registrare, pensieri, sensazioni, stati d’animo in una sorta di presa diretta. Le vicende si susseguono verosimili, in un crescendo di pathos e sfociano in un finale trascinante. Lo stile snello e istintivo si adatta al tessuto narrativo con grande naturalezza catturando il lettore fino alla fine.

Quarta di copertina:
Milano. Facoltà di informatica. Quattro amici con la passione dei videogiochi e il sogno di sfondare, un giorno, all’Independent Games Festival. Uno di loro, Fulvio, sembra a un passo dall’obiettivo: sta infatti iniziando il tirocinio in un’azienda di videogiochi. Fulvio è uno bravo, se si butta in un progetto lo realizza a perfezione. Ma oltre al tirocinio ci sono gli esami da finire, l’affitto da pagare in qualche modo e una storia nascente con una ragazza che forse è vera, forse no. Quando la realtà non segue i programmi, è forte la tentazione di chiudersi in casa e inventarne una virtuale, dove gli esami si passano sempre… Ma in una situazione instabile, la tensione cresce e il rischio di crash incombe. Tratto da una storia vera, lo scontro tra realtà e desideri, tra le proprie aspirazioni e le aspettative dei familiari porterà a un esito imprevedibile e a un finale che, come tutte le storie vere, resta sempre un po’ da scrivere.

 

secondoclassificato

Solo la verità – Michele Navarra: Secondo Classificato
Motivazione della giuria:
Un legal thriller ambientato nella capitale dove il ritmo veloce e la capacità descrittiva uniti a una notevole dimestichezza con il substrato penale e procedurale dei nostri tempi, definiscono le fondamenta di un romanzo mai banale e profondamente umano. Un protagonista empatico e una miriade di personaggi secondari rendono realistico il caso di presunta mala sanità, muovendosi con perfetta aderenza con la realtà negli ospedali e nei tribunali, respirando le mille atmosfere di  una Roma complessa e contraddittoria.

Quarta di copertina:
 Roma. Seduta su una panchina Anna Narducci è finalmente felice. Accanto a lei Luigi, l’amore della sua vita, e una bimba in arrivo. Non immagina che di lì a poco dovrà lottare contro i fantasmi del suo burrascoso passato – di cui sarà vittima proprio sua figlia – che, implacabili, tornano per saldare i conti. Un legal thriller con protagonista l’imperfetto avvocato Alessandro Gordiani, incaricato di difendere il dottor Rovaglia. accusato di imperizia e negligenza dalla madre di Anna, donna tanto potente quanto pericolosa. Un processo lungo e complicate, senza esclusione di colpi, durante il quale Gordiani sarà costretto a giocare una delicata partita a scacchi con i suoi avversari. Fa da sfondo alla vicenda l’immutabile complessità di una città come Roma, viva e vivace ma al tempo stesso incredibilmente oscura e sporca.

 

terzoclassificato

La collina dei girasoli – Lorena Marcelli: Terzo Classificato
Motivazione della giuria:
Un romanzo che cattura l’interesse del lettore grazie a una trama assai ben congegnata che si articola con sapiente perizia su una storia di famiglia. Preziosi i riferimenti a un passato tradizionale che si intersecano con la vicenda narrata, facendo emergere con rara delicatezza i sapori e i profumi di altri tempi. La campagna abruzzese descritta con tocco poetico e sofisticato, fa da sfondo alla trama che grazie anche alla padronanza tecnica dell’autrice si dipana con naturalezza regalando sensazioni visive di grande efficacia.

Quarta di copertina:
Topazio, Perla, Giada e Ambra sono quattro sorelle, figlie di un orafo famoso, ma l’unica cosa che le accomuna davvero è di avere il nome di una pietra preziosa, perché sono molto diverse tra loro, e non si sopportano a vicenda; il padre muore prematuramente in un incidente e la madre, Luisa, una donna immorale e superficiale, è incapace di dare loro l’affetto di cui hanno bisogno. Le due sorelle maggiori diventano delle donne insicure, sentimentalmente fragili e insoddisfatte, mentre Giada e, in particolare, Ambra, più sensibili, conosceranno l’affetto materno della zia Elia, che vive in campagna e che accoglierà soprattutto Ambra ogni estate. In questo contesto sano e affettuoso la ragazza ritrova se stessa, decide cosa voler fare e conoscerà anche l’amore della sua vita. Un romanzo delicato e profondo, sulle relazioni famigliari e sui sentimenti, sullo sfondo della campagna abruzzese.

quartoclassificato

Sangue alieno – Monica Serra: quarto classificato
Motivazione della giuria:
Un romanzo breve, che amalgama con maestria sci-fi e fantasy creando atmosfere inedite in cui si svolge una narrazione che riesce a tratteggiare personaggi di un’umanità caratterizzata anche dal punto di vista psicologico. Una vicenda veloce ma densa, ricca di pathos e di mistero.

Quarta di copertina:
Sulla stazione orbitale OSS, l’officina di Roland è il posto in cui i viaggiatori intergalattici si fermano quando hanno bisogno di pezzi di ricambio. Dopo tanti anni, Lyna Konor sbarca nuovamente su OSS, con i ricordi di un passato che ancora brucia nel cuore e nell’anima. Questo è il racconto di quello che le accadde.

quintoclassificato

Il fruscio dell’essenziale – Liviana Ceccarelli: quinto classificato
Motivazione della giuria:
Un romanzo onirico e poetico, dove la memoria della protagonista si alterna alla realtà in un continuo interrogarsi e scoprirsi, ricordare e ripensare. Uno stile particolare, per una trama che si spezza e si ricompone nella mente della protagonista la cui soggettività filtra presente e passato, realtà e fantasia, in un continuo alternarsi di contrapposizioni.

Quarta di copertina:
Meditazioni e appunti di viaggio in un deserto lungo una vita. Un percorso che va oltre l’oggi e all’oggi ritorna. Una ricerca delle proprie radici a ritroso nel tempo che il tempo risale e in un cerchio si chiude, fino ad un vicino/lontano futuro già presente. Un filo d’inchiostro che accarezza il profilo delle emozioni e che si trasforma quando in preghiera, quando in dialogo. Descrizioni, tra dettagli e metafore, delineano figure senza nome che progettano la vita e rifiutano di subirne la corsa incessante. Un immagine di donna che si vede bambina, ora sposa e ancora avanti con l’età. Solamente le date e i giorni dei capitoli scandiscono il tempo che scorre. Un altalena di contrapposizioni, dondolio devastante tra città e verde silenzioso, suono e pensieri, ansia e desiderata quiete, un dentro/fuori l’anima accompagnato dal sottile e invisibile fruscio dell essenziale, come dice il titolo, che accompagna sommesso ogni gesto. Un fruscio che , insieme, spettatore e regista. Immobili pagine di diario accolgono riflessioni, monologhi febbricitanti, tra silenzi e caos.

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