Gruppo di Lettura – Primavera in Biblioteca: 14 maggio 2015

locandinaBiblioteca_ViaRippetta_2015_primaveraInBibliotecaL’Associazione Culturale Amarganta, in collaborazione con la Biblioteca Comunale Paroniana organizza tre doppi appuntamenti a cadenza mensile: il gruppo di lettura per adulti, già attivo da anni all’interno della biblioteca, e in contemporanea il laboratoro creativo per bambini.

Il secondo, che si terrà il 14 maggio 2015 dalle 17.00 alle 19.00, sarà dedicato a Via di Ripetta 155 di Clara Sereni (Giunti, 2015). In parallelo si terrà il laboratorio di Lettura e creatività per bambini da 4 a 9 anni: Il libro fisarmonica. Il laboratorio di lettura e creatività è ideato e organizzato da Martina Torda.
Si richiede la prenotazione: associazioneamarganta@gmail.com tel. 3490841943.

 Via Ripetta 155, Clara Sereni

viaRipetta155Essere giovani tra il ’68 e il ’77. Musica, incontri, speranze, politica, amore e ciclostile. L’autobiografia di una generazione in un decennio che ha cambiato il mondo e l’Italia.

Via Ripetta: una delle strade più centrali di Roma, in quello che è una sorta di triangolo d’oro fra piazza del Popolo, piazza Navona e il Pantheon. Tutto chiaro? No, perché il 155 si trova nel piccolo tratto dopo l’Ara Pacis che tutti pensano appartenga già a via della Scrofa: bisogna spiegarlo bene perfino a chi guida il taxi, se è proprio lì che si vuole andare.
Un tratto fuori fuoco nello stradario, e quella che si racconta qui è la storia fuori fuoco degli anni fra il ’68 e il ’77, cominciati all’insegna dell’utopia libertaria – compresa l’idea che per la libertà valesse la pena di stare a pancia vuota e di vivere alla meglio in case che cadevano a pezzi – e sfociati nel terrorismo prima, e poi nel riflusso del disimpegno, dei manager rampanti. Per i non rassegnati, restava solo il tentativo di portare dentro i gruppi amicali, e qualche volta dentro una famiglia che si pensava “nuova”, la gran massa di elaborazione ideale che via via si era andata producendo.
Una storia vista con lo sguardo sghembo di chi ha vissuto da vicino molte cose senza mai esserne del tutto al centro, e dunque con la possibilità di testimoniare – dolorosamente – una memoria non ingabbiata. Ricordi in prima persona di anni raccontati fin qui poco: perché il terrorismo non fu – come molti ritengono – la conclusione logica di quanto il Sessantotto aveva seminato, ma fu invece la sanzione drammatica della sconfitta di molte speranze, un lutto pungente per chi aveva creduto e si era speso per farle germinare.

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